IL RILASCIO MIOFASCIALE

LA FASCIA È LA PROTAGONISTA ASSOLUTA NELLA QUALITÀ DEL MOVIMENTO.

Essa ricopre ruoli di fondamentale importanza, collega muscoli e organi, sensibilizza la percezione corporea, funge da sostegno, difesa e trasporto senza dimenticare che è strettamente connessa con il sistema nervoso centrale.

La fascia si contrae e si compatta in risposta a qualsiasi tipo di aggressione o stress fisico, emotivo o ambientale. Così fattori come stress, emozioni, freddo, alimentazione, posture errate, infortuni, sedentarietà ed errata esecuzione di movimenti, possono modificarne la struttura. Immaginate che, al centro del muscolo e della fascia corrispondente, si crei un nodo. Questi nodi si chiamano trigger point e si possono percepire anche a mani nude. In questi casi, la fascia, si irrigidisce, così da far comparire dolori, contrazioni, tensioni, limitazioni del movimento, stanchezza, disfunzioni degli organi. Inoltre, se lo stato iniziale delle fasce non viene automaticamente ripristinato, in alcune zone le fibre possono sovrapporsi ed aderire una all’altra creando anormali pressioni, disallineamenti, ridotto apporto di sangue. Le aderenze che si verificano in un punto, possono produrre tensioni in zone ben distanti; la rete fasciale, infatti, connette tra loro tutte le zone del corpo.

Ed è proprio qui che entra in gioco il rilascio miofasciale.

Fascia e rilascio miofasciale sono strettamente correlati tra loro. Qualsiasi attività fisica coinvolge il sistema muscolo-fasciale e il principale obiettivo dell’allenamento miofasciale è il suo rilascio.

Si tratta di una tecnica che, negli ultimi anni, viene sempre più utilizzata sia dai professionisti, che in riabilitazione ma anche tra i semplici appassionati di fitness. Oltre ad alleviare tensioni e sciogliere trigger point, questa tecnica viene impiegata per migliorare la mobilità, rendendo i muscoli più elastici, energici e forti, riportando i tessuti alla normalizzazione del loro movimento idratando le fasce.

La tecnica di rilascio miofasciale può essere effettuata manualmente o con attrezzi. Gli attrezzi più comuni sono il foam roller e le palline. Di entrambi possiamo trovare diverse varianti, classificate per dimensioni e consistenze e, in base alla durata, alla pressione e, soprattutto all’obiettivo, si possono distinguere i loro utilizzi.

Frizionare, puntellare, scivolare, rotolare, sciogliere sono i nomi delle diverse tecniche di utilizzo, che permettono di rendere la fascia morbida, di ottenere un buon range di movimento e un più veloce processo di recupero. Inoltre, queste tecniche, favoriscono il rilassamento, riducono la ritenzione di liquidi, possono sconfiggere rigidità ed indolenzimento, possono aiutare a recuperare scioltezza ed elasticità dei movimenti, prevenire l’infortunio, alleviare il dolore e vivere la vita con più energia.

Consiglio, soprattutto per le prime volte, di chiedere suggerimenti e di seguire lezioni di rilascio miofasciale in quanto ci sono delle piccole limitazioni da tenere in considerazione.

Il rilascio miofasciale può rappresentare il momento dedicato al rilassamento di fine giornata, ma può anche essere un arricchimento alla nostra sessione di allenamento fitness, pilates e ovviamente miofasciale. In questo caso, essendo una vera e propria tecnica, dovrà essere studiata una giusta integrazione con gli esercizi, in modo da trarne maggiori vantaggi.

Una buona costanza è la chiave di tutto. L’ideale sarebbe far rientrare l’utilizzo della tecnica realese nella routine quotidiana per avere risultati duraturi nel tempo.